
Ciò che rende unico il breathwork è la sua immediatezza: spesso produce un cambiamento tangibile nel giro di pochi minuti.
Ciò che inizia con un singolo respiro può cambiare un'intera vita. Per Alex Crosby, una profonda sessione di respirazione consapevole nel 2017 ha dato il via a un percorso di trasformazione che lo ha portato a diventare una figura di riferimento presso Open a Venice, in California. Noto per il suo approccio incentrato sugli studenti, Alex dà vita alla respirazione consapevole con empatia e autenticità. Sia che guidi gli studenti attraverso schemi respiratori trasformativi o che si stacchi dalla routine in un viaggio in solitaria con lo zaino in spalla, l’approccio concreto di Alex sottolinea il respiro come strumento di consapevolezza di sé e resilienza. In questo Teacher Spotlight, Alex parla della gioia della presenza, del potere della pratica collettiva e di come la respirazione consapevole stia aprendo nuove dimensioni del benessere maschile e della salute emotiva.
Come hai scoperto la respirazione consapevole?
Ho scoperto la respirazione consapevole nel 2017 durante un’esperienza collettiva che ha cambiato completamente la mia prospettiva. Praticavo yoga da anni e avevo familiarità con la meditazione, ma quella sessione mi ha fatto capire quanto potesse essere potente il respiro di per sé. È stata un’esperienza autentica, emotiva e profondamente illuminante. Da quel momento, ho iniziato a utilizzare la respirazione consapevole come un “reset” settimanale, un modo per ritrovare me stesso. Col tempo, è diventata una pratica quotidiana e una fonte di forza. Alla fine, ho sentito il bisogno di condividerla: prima contribuendo a organizzare esperienze di respirazione consapevole dietro le quinte, poi assumendo il ruolo di insegnante.
Come si è svolto il tuo percorso da allieva a insegnante?
La mia prima sessione di respirazione consapevole nel 2017 è stata viscerale e trasformativa, diversa da qualsiasi cosa avessi mai sperimentato. Sebbene avessi già incontrato il pranayama durante le lezioni di yoga, questa esperienza mi ha aperto alla respirazione consapevole come pratica a sé stante. Ho iniziato a praticarlo settimanalmente per ricaricarmi, e col tempo è diventato un rituale quotidiano costante. Qualche anno dopo, sono entrata a far parte di un’azienda chiamata Open. Inizialmente mi occupavo di operazioni e prodotto, ma poi sono passata all’insegnamento.
Consigli per conciliare la pratica personale con l’insegnamento?
Mantenere una pratica personale è stato fondamentale per me. È il modo in cui resto radicata, ricettiva e onesta in ciò che offro. Mi aiuta a gestire il mio sistema nervoso, a rimanere nella modalità “allieva” e a continuare a crescere. Attraverso la pratica personale, esploro nuove tecniche e mi ricollego all’esperienza di essere guidata.

Qual è il tuo approccio all’insegnamento?
Il mio approccio è diretto, concreto e incentrato sull’allievo. Il mio obiettivo è andare incontro alle persone là dove si trovano, specialmente a chi è alle prime armi con questa pratica. Il lavoro sul respiro può aprirti, calmarti o offrirti chiarezza, e voglio aiutare gli allievi a orientarsi in questo percorso con autonomia e fiducia.
Per chi non conosce il lavoro sul respiro, come lo descriveresti?
Il lavoro sul respiro è la pratica di modificare intenzionalmente il proprio respiro per influenzare il proprio stato fisico, mentale ed emotivo. Può spaziare da tecniche calmanti a schemi di attivazione profonda. Ciò che rende unico il lavoro sul respiro è la sua immediatezza: spesso crea un cambiamento evidente nel giro di pochi minuti.
Come si svolge una tipica sessione di respirazione consapevole presso Open?
All’Open, le sessioni consistono solitamente in 40 minuti di respirazione attiva in tre parti con diverse pause di respiro, seguiti da 10 minuti di ascolto profondo. Incorporiamo musica ed energia della comunità per aiutare gli studenti a rimanere concentrati e presenti nel corpo durante tutta la pratica.

Quali sono, secondo te, i maggiori benefici del breathwork?
A livello fisico, aiuta a regolare il sistema nervoso, a ridurre lo stress e a migliorare l’efficienza dell’ossigeno. A livello mentale, rafforza la resilienza, scioglie i blocchi emotivi e aumenta la consapevolezza. È come premere un pulsante di reset.
In che modo la respirazione consapevole può estendersi oltre il tappetino e entrare nella vita quotidiana?
Il respiro è sempre con noi, al lavoro, durante un conflitto o quando cerchiamo di dormire. La respirazione consapevole ci insegna a riconoscere le nostre reazioni e a rispondere con maggiore lucidità. Ci aiuta a vivere in modo più consapevole.
Qualche consiglio per chi vuole iniziare?
Iniziate in modo semplice. Notate ciò che vi risuona, che si tratti della scienza, della spiritualità o di un mix di entrambe. Comprendere la fisiologia della respirazione consapevole può essere molto potente. Noi di Open ci concentriamo sul fondare la pratica sulla scienza come modo per approfondire il vostro percorso spirituale.
In che modo la respirazione consapevole è particolarmente utile per gli uomini?
La respirazione consapevole può essere un punto di partenza per gli uomini per riconnettersi con il benessere emotivo e fisico, specialmente per coloro che non si sentono sempre a proprio agio negli spazi dedicati al benessere. È concreta, potente e accessibile.
Completa la frase: Practice makes ________.
Practice makes presenza.
Non la perfezione. Non la prestazione. Solo la capacità di tornare a se stessi, ancora e ancora.
Con quali prodotti Manduka pratichi attualmente e cosa li rende la tua scelta preferita?
Di solito pratico con il cuscino rettangolare equa per la respirazione e la meditazione, e con il tappetino da yoga PRO Lite per gli esercizi di movimento. Li uso perché sono gli attrezzi di altissima qualità che abbia mai provato — e sono la scelta preferita nel nostro studio Open.
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