Incontra Florence, insegnante di yoga e kinesiologa certificata del Belgio. Racconta il suo percorso con lo yoga e offre approfondimenti più profondi sullo Yin yoga, evidenziando la sua capacità di coltivare immobilità, resilienza emotiva e profonda consapevolezza di sé. Assicurati di seguire qui sotto la sua pratica di Yin di 30 minuti, pensata per guidarti in uno spazio শান্তo e rigenerante.
Come hai scoperto lo yoga e qual è stato il tuo percorso da studentessa a insegnante?
Ho scoperto lo yoga quando avevo 16 anni, in un periodo in cui stavo attraversando un’adolescenza complicata. Anche se all’esterno non si vedeva, stavo lottando con un profondo disagio emotivo. Lo yoga mi ha aiutata a riconnettermi con me stessa e a trovare equilibrio. Me ne sono innamorata subito e, da quel giorno, mi alleno da 3 a 4 volte a settimana. Sette anni dopo sono diventata kinesiologa certificata, ed è allora che ho davvero compreso come lo yoga offra strumenti terapeutici. Ci avvicina alle nostre profonde capacità di guarigione interiore, che tutti portiamo dentro di noi. È questo che mi ha ispirata ad andare in India per un mese e completare la mia formazione per insegnanti. Al mio ritorno sono diventata insegnante di yoga certificata e ora mi impegno a condividere questo approccio olistico che aiuta le persone a connettere corpo e mente, attingendo alle proprie risorse interiori per trovare pace ed equilibrio.
Qual è la tua filosofia di insegnamento?
La mia filosofia di insegnamento si basa sulla convinzione che lo yoga sia uno strumento potente per la guarigione e la crescita personale. Attraverso il mio percorso, ho capito che lo yoga non solo rafforza il corpo, ma ci riconnette anche alla nostra saggezza interiore e alle nostre capacità terapeutiche. Considero lo yoga una pratica che dà alle persone il potere di diventare le proprie guide, offrendo chiavi per l’equilibrio e il benessere senza bisogno di convalida o guida esterna. Nelle mie lezioni, mi concentro nell’aiutare gli studenti a creare una profonda connection tra corpo e mente, incoraggiandoli ad ascoltare e a tornare al silenzio, rendendo possibile ascoltare di nuovo il proprio sé interiore e abbracciare sia le trasformazioni fisiche sia quelle emotive che ne emergono. Il mio obiettivo è offrire uno spazio sicuro e di sostegno in cui gli studenti possano esplorare, rilasciare le tensioni e coltivare un senso di pace e forza dall’interno.
Cosa ti ha ispirata ad approfondire lo Yin yoga e cosa ti ha attratta inizialmente in questa pratica più lenta e meditativa?
Cosa mi ha spinto ad approfondire stili di yoga più lenti come lo Yin yoga è stato il mio crescente bisogno di quiete e introspezione sia nella mia vita personale che professionale. Come qualcuno che inizialmente praticava stili di yoga e sport più dinamici, mi sono ritrovata a cercare una connessione più profonda connection con il mio corpo e le mie emozioni. Lo Yin yoga mi ha offerto esattamente questo: un approccio più lento e meditativo che mi ha permesso di sintonizzarmi sugli strati sottili di tensione ed energia presenti nel corpo. Ciò che mi ha attratta di più è stato il focus sulle posizioni passive mantenute a lungo, che interessano i tessuti connettivi e le articolazioni. Questo mi ha dato the space per non solo rilasciare tensioni fisiche, ma anche per stare con me stessa in un modo che incoraggiasse la consapevolezza e l’auto-osservazione. Lo Yin yoga si integra con la mia convinzione che la trasformazione spesso derivi dal rallentare, dall’ascoltare e dal creare spazio affinché corpo e mente possano naturalmente unfold. È un meraviglioso contrappeso alla natura frenetica della nostra civiltà.
Per chi è nuovo alla pratica, potresti spiegare in cosa consiste lo Yin e cosa lo distingue dagli altri stili di yoga?
Lo yin yoga è una pratica lenta e meditativa che si concentra sul mantenere posizioni passive per periodi prolungati, in genere da 3 a 5 minuti, andando a lavorare sui tessuti connettivi più profondi come legamenti, articolazioni e fascia. A differenza di stili dinamici come Vinyasa o Ashtanga, lo Yin incoraggia la quiete e la consapevolezza, permettendo un profondo rilascio fisico ed emotivo. A volte può risultare scomodo, poiché si crea nuovo spazio sia nel corpo sia nella mente. La mente spesso resiste al cambiamento e può voler uscire dalla posizione, ma è proprio qui che si resta un po’ più a lungo, trovando un senso più profondo di presenza e consapevolezza.
Quali sono alcuni dei benefici fisici ed emotivi dello Yin yoga che pensi spesso vengano sottovalutati?
Benefici fisici: lo Yin yoga aumenta la mobilità e la flessibilità delle articolazioni agendo sui tessuti connettivi profondi, il che può migliorare la postura e l’allineamento generale del corpo. Aiuta anche la circolazione e favorisce un migliore flusso sanguigno in tutto il corpo.
Benefici emotivi: lo Yin aiuta anche a sviluppare la resilienza mentale insegnandoti a stare con il disagio, sia fisico sia emotivo, favorendo così la forza emotiva. Il suo ritmo lento e meditativo riduce stress e ansia, permettendo al contempo un profondo rilascio emotivo e relax.
Come incoraggi gli studenti ad abbracciare il percorso di scoperta di sé e di crescita che lo Yin yoga offre?
Ricordo loro che lo Yin non riguarda il raggiungimento di una posa perfetta, ma la coltivazione di consapevolezza, pazienza e accettazione di tutto ciò che emerge. Che sia disagio, emozione o immobilità. L’importanza sta nell’ascoltare il proprio corpo e nel restare presenti alle sensazioni.

In che modo i principi e gli insegnamenti dello Yin yoga possono estendersi oltre il tappetino e nella vita di tutti i giorni?
La pratica di mantenere l’immobilità e abbracciare il disagio ci insegna come restare radicati durante le situazioni difficili, rispondere con una maggiore resilienza emotiva e coltivare una consapevolezza più profonda dei nostri pensieri e sentimenti.
Che ruolo svolgono gli accessori, come bolster e coperte, nello Yin yoga, e come arricchiscono l’esperienza?
Gli accessori possono offrire supporto e comfort, permettendo ai praticanti di rilassarsi completamente nelle posizioni mantenute a lungo. Questi accessori aiutano a creare una sensazione di sicurezza e facilità, consentendo agli yogi di abbandonarsi più profondamente nelle posizioni, favorendo sia il rilascio fisico sia il rilassamento emotivo. Detto questo, non è necessario avere accessori a casa per vivere una splendida pratica di Yin.
Ci sono messaggi finali che vorresti condividere con i lettori curiosi dello Yin Yoga o che lo stanno considerando come parte del loro percorso yogico?
Ti incoraggio ad avvicinarti alla pratica con una mente aperta e un cuore gentile. Lo yin yoga non consiste nello spingersi oltre o nel raggiungere posizioni perfette. Si tratta di essere presenti, ascoltare il proprio corpo e abbracciare l’immobilità interiore. È una pratica di pazienza, in cui la trasformazione più profonda spesso avviene nei momenti di silenzio.
Infine, qual è il tappetino Manduka che scegli sempre?
Il mio preferito in assoluto è il Yoga Mat PRO Lite 4,7 mm. Amo quanto mi senta sicura e ben radicata su questo tappetino, ed è anche incredibilmente leggero. Posso portarlo con me ovunque. È la mia scelta preferita da anni.
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