Il calcio impone richieste costanti sia al corpo sia alla mente. Per Sharon Heidaripour, lo yoga è diventato più di uno strumento di recupero dopo che un infortunio che ha posto fine alla sua carriera ha cambiato il corso della sua vita. Quella che era iniziata come una pratica personale di guarigione si è evoluta in un approccio integrato che sostiene i calciatori attraverso mobilità, lavoro sul respiro, recupero, resilienza emotiva e chiarezza mentale, sia dentro sia fuori dal campo.
Da calciatrice a fondatrice di Football Yoga
Sono nata in Iran nel 1978 e sono cresciuta giocando a calcio per strada con i ragazzi del mio quartiere. Il calcio era tutto il mio mondo fin da piccolissima. Quando avevo 8 anni, la mia famiglia si è trasferita in Svezia e il calcio è diventato il mio modo di trovare appartenenza e identità in un nuovo Paese. Giocavo seriamente e sognavo di diventare una calciatrice professionista.
A 19 anni, un grave infortunio ha posto fine alla mia carriera. Perdere il calcio è stato come perdere me stessa. Mi sono trasferita a Londra e ho attraversato anni molto bui, con depressione, cattive compagnie e abitudini malsane per affrontare le difficoltà. Lo yoga è arrivato a trovarmi in quel periodo. Mi ha aiutata a ritrovare un legame con me stessa a livello fisico, mentale ed emotivo. Mi ha restituito un senso di calma e di scopo. È stato un faro di luce fuori dall’oscurità in cui mi trovavo e ha lentamente cambiato la direzione della mia vita.
Da giovane calciatrice, avevo sempre sognato di giocare al massimo livello, competendo ai Mondiali e nei grandi tornei. Quando il calcio mi è stato portato via, anche quei sogni sono scomparsi. Ma attraverso lo yoga e il percorso di guarigione che ne è seguito, ho capito che quei sogni erano ancora possibili, solo in una forma diversa. Potevo ancora tornare ai massimi livelli del gioco, non come giocatrice, ma aiutando e sostenendo gli altri nel mondo del calcio.
Quell’esperienza ha risvegliato qualcosa in me e mi ha ispirata a studiare per una laurea triennale in Sports Therapy e un master in Football Rehabilitation, il che alla fine mi ha portata a combinare professionalmente calcio e yoga.
È stato attraverso questo lavoro con i giocatori che ho fondato Football Yoga dieci anni fa, inizialmente come modo per portare lo yoga e il lavoro sul respiro direttamente negli ambienti calcistici in modo pratico e orientato alla performance. Molto presto, però, ho iniziato a vedere che non si trattava solo di recupero o flessibilità, ma di costruire una connection più forte tra corpo e mente, e di come quella connection influenzi direttamente non solo il modo in cui i giocatori si muovono, pensano e performano in campo, ma anche come si sentono fuori dal campo.
Questa consapevolezza ha finito per costituire la base del mio libro Yoga for Footballers, in cui ho iniziato a mettere insieme tutto ciò che avevo imparato sia dal calcio sia dallo yoga in un sistema pratico per i giocatori.

Perché lo yoga supporta i calciatori
Il calcio è intenso sia per il corpo sia per la mente. Lo yoga aiuta a creare equilibrio.
Migliora la mobilità, il recupero, la respirazione, la concentrazione, la regolazione emotiva e molto altro. Aiuta i giocatori a rallentare mentalmente in un mondo in cui il calcio richiede costantemente di più da loro sia fisicamente sia psicologicamente.
Vedo lo yoga come qualcosa che supporta la longevità nel gioco, non solo aiutando i giocatori a performare meglio, ma aiutandoli a restare più sani, più felici e più in connessione con se stessi לאורך le loro carriere.
Pratiche di yoga per i calciatori
Lo yoga più efficace per i calciatori è semplice e direttamente collegato ai modelli di movimento nel gioco. Un principio chiave è il tempismo. Prima dell’allenamento o delle partite, i movimenti dovrebbero essere dinamici e attivanti per preparare il corpo alla performance. Dopo l’allenamento, le posizioni possono essere mantenute in modo più statico per favorire il recupero, la mobilità e la regolazione del sistema nervoso.

Il Cane a testa in giù è una delle posizioni più potenti per i calciatori perché allunga l’intera catena posteriore del corpo. Può essere usata in qualsiasi momento, ma prima dell’allenamento o delle partite dovrebbe essere dinamica anziché statica, ad esempio pedalando con i piedi e muovendo leggermente i fianchi da un lato all’altro. Dopo le sessioni, può essere mantenuta più ferma per favorire il rilascio e il recupero.
Star Pose e Warrior 3 sono eccellenti prima dell’allenamento o delle partite perché attivano i muscoli stabilizzatori, il core, i glutei e la parte alta della schiena, favorendo equilibrio, consapevolezza corporea e prevenzione degli infortuni prima di prestazioni ad alta intensità.

La Posizione del Piccione è una delle migliori posizioni di recupero post allenamento per i calciatori. Rilascia la tensione profonda nei fianchi e nei glutei, aree che sopportano un carico significativo da sprint, calci e cambi di direzione. Tenere le braccia dritte e il petto sollevato aiuta anche ad allungare la parte anteriore del corpo, inclusi i flessori dell’anca e i quadricipiti, creando un rilascio più completo.

Le gambe al muro è uno degli strumenti di recupero più semplici ma più efficaci. Consiglio spesso ai giocatori di farlo la sera prima di andare a letto. Supporta la circolazione, aiuta il sistema linfatico a eliminare i prodotti di scarto dal corpo, riduce l’affaticamento, calma il sistema nervoso e favorisce un recupero e un sonno più profondi.
Il lavoro sul respiro è importante quanto il movimento fisico. Semplici tecniche di respirazione controllata aiutano i giocatori a regolare lo stress, migliorare la concentrazione prima delle partite, resettare mentalmente durante l’intervallo e recuperare emotivamente dopo momenti di alta pressione.

Più del recupero
Dalla mia esperienza di lavoro presso accademie d’élite come Chelsea e Arsenal, oltre che con arbitri FIFA e calciatori professionisti, ho imparato che i calciatori non hanno bisogno di più complessità. Hanno bisogno di un’integrazione che si adatti alla loro realtà.
Il recupero è il momento in cui le carriere si allungano. Molti giocatori si allenano a un livello molto alto ma recuperano passivamente. Lo yoga introduce un recupero attivo che sostiene la resilienza a lungo termine e riduce il rischio di infortuni.
La regolazione del sistema nervoso è spesso trascurata nel calcio. Il gioco non è solo fisico, ma profondamente psicologico. Sotto pressione, i giocatori non perdono la capacità, perdono chiarezza. Il lavoro sul respiro e lo yoga aiutano a ripristinare quella chiarezza nei momenti chiave.
La prevenzione degli infortuni è spesso più preziosa del trattamento. Molti problemi che vedevo a livello d’élite non erano incidenti isolati, ma il risultato di tensioni accumulate, squilibri e cattive abitudini di recupero. Lo yoga aiuta ad affrontarli prima che diventino infortuni.
C’è anche un livello più profondo legato all’identità e alla resilienza emotiva. Avendo vissuto la perdita della mia identità calcistica, capisco quanto gli atleti possano sentirsi fragili quando la loro carriera è minacciata. Lo yoga mi ha aiutato a ricostruire non solo il mio corpo, ma anche il mio senso di me stessa.
Il futuro del calcio si sta muovendo verso un modello più olistico. Longevità, benessere e performance sostenibile stanno diventando importanti quanto la prestazione. Football Yoga si inserisce direttamente in questo cambiamento, combinando movimento, terapia, lavoro sul respiro e mindfulness in un unico sistema integrato per i calciatori.
Flusso di recupero post-partita di 20 minuti
Questo delicato flusso di recupero è progettato per supportare i calciatori dopo l’allenamento o la partita attraverso movimenti consapevoli, respirazione e posture rigeneranti.
Iniziando con onde fluide della colonna vertebrale e transizioni di apertura delle anche, la pratica aiuta a rilasciare la tensione, migliorare la mobilità e regolare il sistema nervoso dopo lo sforzo fisico. Torsioni morbide, allungamenti supportati e un respiro calmante guidano gradualmente il corpo verso un recupero più profondo, terminando con posture nutrienti come il Supported Reclined Butterfly e le gambe al muro.
Una pratica di radicamento per aiutarti a recuperare, resettare e riconnetterti sia fisicamente che mentalmente.
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Fotografie di: @servando.photography











